Poi uno dice...
Premessa: da quando siamo tornati da Stoccolma compro cose di legno o piante oppure oggetti caratterizzati dai loro colori (addirittura le tavole del tirocinio le ho fatte tutte verdi). Ho voglia di piante.
Ora, non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che io sono una di quelle persone con il pollice nero.
Orbene: qualche settimana fa da Bibli ho visto queste piante meravigliose (sto ancora cercando un posto dove comprarle) e non avrò pace finché non ne avrò comprata almeno una. La mia Celosia caracas non mi basta più.
Bè, stamattina gironzolavo su un sito di piante e mi sono imbattuta nella scheda dell'Erica.
Da le serre:
Probabilmente il suo habitat ha ispirato al vocabolario ottocentesco dei sentimenti il simbolo della solitudine, infatti donare l’erica equivale a chiedere un po’ di affetto e compagnia; ma è simbolo anche di Speranza in quanto riesce a crescere là dove nessuna pianta fiorirebbe. Infatti gli animi oppressi da malinconia amavano errare nella solitaria e scarna brughiera dove fiorisce e il suo profumo ed il suo colore infondeva nello spirito uno spiraglio di speranza. Nel calendario astrale delle essenze l’erica, che appartiene al segno dello Scorpione, addolcisce il carattere, attenua la passionalità, favorisce l’aumento della volontà e della perseveranza.
Ora... c'è davvero qualche collegamento tra le piante e l'uomo?
...poi uno dice.












